25/01/2004
TEATRO ERWIN PISCATOR
Ubicazione del Teatro
note sul Teatro:
Teatro storico di Catania, il Teatro Erwin Piscator nasce nel 1972 come unica realtà d’avanguardia culturale a Catania.
Al centro della città ubicato in una traversa del Viale vitt.Veneto, vicino la piazza Michelangelo e il Largo Bordighera, (vedi cartina) gode di adeguato spazio per parcheggio auto e moto. Ben servito dai servizi pubblici urbani AMT con una fermata sul Viale Vitt. Veneto a soli 50 metri dal teatro. Il teatro di concezione post-industriale come grande capannone unico ad esempio della Factory di Handy Warrol, si presenta ad angolo con via Sassari. Nella sua hall molto ampia ospita sempre mostre di: pittura fotografie manifesti storici ed altro. La sala è a livello unico con una capienza di 300 posti circa, con tutte comode poltroncine a velluto rosso, ed è facilmente raggiungibile anche da disabili. Locale riscaldato. Uscite di sicurezza ben visibili, facilmente raggiungibili e percorribili. Un palco basso (per meglio tenere a contatto gli artisti con il pubblico) ampio 6 metri per 12. Impianto di amplificazione e luci proprie.
25/01/2004
ENRICO GUARRERA
Rassegna Fotografica
Dal 1 al 29 febbraio 2004, presso i locali del Teatro Erwin Piscator di Catania, rassegna fotografica del regista e fotografo Enrico Guarrera.
Si tratta di circa quindici immagini a colori, concentrati principalmente su video-foto elaborate in studio. La particolarità di queste "composizioni" che ci ricordano certe realizzazioni visive dei nuovi media teorizzati da Mc Luhan, sembra scaturire non tanto dal soggetto trattato, quanto invece dal modo di restituire quest'ultimo al fruitore.Immagini che esaltano la scomposizione della forma e dei volumi in un insieme policromo, con momenti monocromatici volutamente asimmetrici che si staccano dal tradizionale concetto di "bella immagine" nel pieno significato estetico del termine per trasferirsi nel periglioso terreno della sperimentazione.Il bric a bràc delle composizioni in studio, rende l'idea di una passione coltivata anche nel rito quotidiano e nel gusto mnemonico di riordinare gli oggetti per sottoporli a nuove interpretazioni.Guarrera, fotografo catanese, proviene dalla creazione cinematografica e video ed è proprio nel segno della fusione delle due esperienze video-grafica e fotografica che si estrinseca la manipolazione della sua personalissima immagine.Un gioco di specchi che indugia sul particolare enucleato dal contesto generale.L'immagine fotografica è il luogo in cui dette forme vengono rimescolate e rifuse per apparire ancora ma diverse.





07/01/2004
JAZZ di TENDENZA
Per la rassegna Intersecazioni Musicali stagione autunno 2003.
Catania - Le “ Intersecazioni Musicali ” del Teatro Erwin Piscator di Catania , venerdì 14 hanno visto in scena il quartetto “The Black Side” che, strutturato dal giovane sassofonista catanese Samyr Guarrera ha trovato una sua ben precisa collocazione nell’ideogramma di percorso e negli intenti degli organizzatori di questa rassegna in Teatro, la quale, ci teniamo a sottolinearlo, nasce e si sviluppa anche per dare spazio ai nostri artisti, favorendone i progetti musicali e i loro contenuti intellettualizzati, incentivandoli e supportandoli anche con l’istituzione di un interessante laboratorio di musica, che vede registi i più interessanti artisti della nostra regione e allievi i più promettenti talenti del settore jazzistico e di ricerca.Il quartetto, composto da Samyr Guarrera al sax soprano e tenore, Nello Toscano al contrabbasso, Claudio Cusmano alla chitarra, e Pucci Nicosia alla batteria, ha eseguito brani di Claudio Cusmano con Sentimental slow e Song for Pat, Samyr Guarrera con Thia e Blues in family, Spanish stairs di Paul McCandless, Circle di Rosalba Bentivoglio, There Will Never be Another you di Warren, Widow Walk di Margitza e in conclusione l’esuberante Oleo di Sonny Rollins. Oltre un’ora di buona musica che ha entusiasmato il pubblico presente in Teatro . Ritmica consolidata quella presente sul palco con Cusmano, Toscano e Nicosia, ben supportando il sax solista, a volte delicato altre graffiante, di Samyr Guarrera che ha saputo spaziare tra strutture e improvvisazioni. Ospite d’eccezione tra il pubblico è stato il sassofonista compositore veneziano Pietro Tonolo il quale ha sottolineato che << è sorprendente vedere come in Sicilia vi siano tanti talenti anche se purtroppo, a volte poco riconosciuti >>
Foto gallery Samyr Guarrera


Rosalba Bentivoglio,Samyr Guarrera e Paul McCandless
06/01/2004
IMMENSO e ROSSO (prod.Aleph 2003)
Musiche di Kurt Weill - testi di Jaques PrévertIMMENSO e ROSSO,un progetto in chiave jazzistica e in quintetto della cantante Alessandra Commercio, con gli arrangiamenti di Alberto Alibrandi, che tende a instaurare un legame tra musica e poesia contemporanea utilizzando una sintassi musicale di matrice jazzistica con contaminazioni contemporanee e colori mediterranei. Questi elementi sono evidenti, ad esempio, in On Frappe con l’utilizzo del Samflute, strumento di canna costruito artigianalmente per Samyr Guarrera. Autori di riferimento dell’artista catanese sono Kurt Weill per la musica, che , come compositore d’avanguardia viene rappresentato accanto a Berg, Stravinski, Hindemith, ma tra i suoi scritti si annoverano le più memorabili canzoni popolari del nostro secolo; e per i testi Jacques Prévert , uno tra i più noti e interessanti poeti del xx secolo, testi che nel corso del concerto verranno cantati in francese, inglese e tedesco. Temi dominanti dell’opera di Prevert sono : l’amore, la libertà, la guerra, il sogno, la satira contro i potenti; temi che con la loro saggezza, malinconica ed irriverente s’intrecciano nei contenuti e nelle atmosfere con quelli di Kurt Weill.
Alessandra Commercio, voce – Samyr Guarrera, sax soprano,tenore e samflute – Alberto Alibrandi, pianoforte – Alberto Amato, contrabbasso – Ruggero Rotolo, batteria.
06/01/2004
I GIARDINI di ISTAMBUL (prod.Aleph 2003)
Officina ARTIUMSpettacolo di
Musica, Danza, Immagini
Catania – Si è conclusa venerdì 19 al Teatro Erwin Piscator di Catania la Rassegna Intersecazioni Musicali per il 2003 con lo spettacolo
I Giardini di Istambul dell’Officina Artium.
Spettacolo con molteplici punti di visione:
Musica, Danza e Immagini.
Il concerto è stato dedicato a Sergio Amato, musicista siciliano scomparso prematuramente pochi giorni addietro.
Sul palcoscenico interessante l’accostamento ritmico delle marimbe e vibrafoni con il violoncello e la voce che insieme hanno saputo creare atmosfere avvolgenti e a volte ipnotiche .
Ottima performance dei percussionisti : Marina Borgo, Giovanni Caruso, José Mobilia diretti con maestria e precisione dalla stessa Marina Borgo, titolare percussionista nell’orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania.
Il violoncello di Giuseppe Bullace con i suoi suoni lunghi e gravi ha creato strutture portanti, tracce ripetitive e continue sottolineando così le tensioni ritmiche che gradatamente l’Ensemble costruiva sul palco.
Special guest della sezione musica è stata la compositrice e cantante Rosalba Bentivoglio che ben inserendosi nella struttura ritmica ha arricchito le composizioni con le sue originali orchestrazioni monosillabiche trasformate in canto improvvisativo, tracciando quindi un intervento aperto e libero da contestualizzazioni cataloganti. Le coreografie di Luigi Rosario Esposito si sono affacciate sul palco con quadri diversi in relazione ai momenti musicali e ben hanno saputo rappresentare i percorsi musicali. Leggerezza e precisione si sono avute dai danzatori Luigi Esposito, Roberta Cirillo, Stefania LaVenuta e Gabriella Gambardella, che hanno dato vita ad una danza d’espressione con percorsi dal tribale a momenti più metropolitani e graffianti .

Tanta la presenza di pubblico che ha a lungo applaudito ed ha richiesto più volte bis.
Questa serata è risultata essere una tra le più interessanti proposte nella programmazione del Teatro Erwin Piscator il quale da quest’anno oltre il consueto appuntamento con la Danza nella Rassegna Nuovi Movimenti già alla 16ª edizione, apre lo spazio scenico del teatro ad interventi e spettacoli innovativi e d’avanguardia, riappropriandosi di un proprio ruolo di presenza sociale e d’impegno lungo trent’anni, come reale polo di coesione culturale a Catania .
Enrico Guarrera